La sveglia suona alle 6.15.
Mando un sms a Uomoelle.
"Sta piovendo?"
"Tempesta".
Bene, alziamoci e prendiamo la macchina per andare in ufficio.
Sonno.
Esco e non piove.
Arrivo e non piove.
Ma è buio, tanto buio.
E poi si scatena.
Uomoelle dice "l'autostrada è un lago, la macchina si è spenta tre volte e mi sono fermato per aspettare".
Io penso.
"Fammi controllare la mia macchina così se serve posso andare a prenderlo".
Mi affaccio.
La mia macchinina ha l'acqua fin sopra alle ruote.
Paura.
"Che faccio, scendo e la sposto?"
Scendo e la sposto.
Ma.
C'è sempre un ma.
Per entrare in macchina ho dovuto guadare un fiume in piena.
Con l'acqua quasi alle ginocchia.
La macchina si accende, la sposto.
E me ne torno in ufficio come niente fosse.
Io e le rane che avevo nelle scarpe.

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E poi scopri che una persona che è sempre stata immobile ha infine cominciato a vivere.
E io? Io che volevo vivere sono invece immobile.
Irrequieta ma immobile.
E decisamente di nuovo adolescente.
Momentaneamente (spero) senza lavoro e quindi altamente depressa.
Sorrido eh, sempre più legata ad un'amica che adoro.
Che quando sono così allegra è meglio non scrivere post.

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Attendo.
Non so cosa non so chi.
Sono ferma e mi guardo intorno.
Ho bisogno di una persona con la P maiuscola accanto a me.
E non parlo di amore, quello ce l'ho.
Parlo di altro.
Ché uno pensa di averlo e invece.
Ché uno fa di tutto per mantenerlo e invece.
E intanto correggo bozze (ci provo), faccio editing (ci provo), valuto racconti (ci provo).
E basta pioggia.
Vado a stendere i panni.

Sto frequentando questo corso di editoria e più vado avanti più sta cambiando il mio modo di vedere i libri e tutto ciò che gli gira intorno.

Ovviamente l'unica ragazza simpatica che ho conosciuto vive a l'Aquila, la mia solita fortuna.

Ieri mi hanno montato la porta nuova in camera.

Ora piano piano potrò cominciare il trasloco del letto dal soppalco alla camera, e dei milioni di libri dalla camera al soppalco.

Qualcuno mi aiuta?