Brividi

Sono in una classe che non è la mia, in una scuola che non è la mia.
Una scuola di quelle “problematiche”.
Ci sei tu, non ti conosco ma lo vedo che ti piaccio, lo capisco dai tuoi occhi, i tuoi occhi.
Ti avvicini per dirmi qualcosa all’orecchio e nel farlo mi sfiori l’angolo delle labbra con le labbra.
Brividi.
L’insegnante mi fa una domanda a cui rispondo, ti fa una domanda a cui non rispondi.
Vedo lo smarrimento nei tuoi occhi, i tuoi occhi.
Decidiamo di uscire e andare a chiacchierare sulle scale ma non passa neanche un minuto che il tuo migliore amico esce minacciando l’insegnante.
Scatti in piedi e vai a vedere cosa succede.
È in quel momento che avrei dovuto fermarti,  farti stare con me.
Invece ti lascio andare e dopo poco esci camminando piano, i tuoi occhi (i tuoi occhi) sono bianchi e lo capisco subito che sei morto.
Mi chiudo gli occhi con le mani, mi giro e comincio a correre, lontano.
Non capisco cosa succede, cosa è successo.
Non capisco e piango ed è così che mi sveglio: triste e con gli occhi pieni di lacrime.