Ho voglia di fare un viaggio in treno. Verso dove non so.
Ho voglia della "sensazione treno" e di perdermi fuori dal finestrino.

Due settimane fa una macchina dei vigili urbani è passata col rosso e ha investito mia sorella col motorino.
Il vigile è sceso, si è appoggiato alla macchina, l’ha incolpata della cosa e si è girato dall’altra parte.
E visto che hanno dovuto chiamare l’ambulanza e che ha rischiato il linciaggio, non si può dire che lei stesse proprio in forma.
Se fossi stata presente io ve lo dico, a quest’ora probabilmente sarei sotto processo.

Tra poco è il mio compleanno, sto definitivamente per saltare il muretto. Paura.
Ieri invece è stato il compleanno di quella pazza nana di mia sorella.
Due anni.
E quanto è meravigliosa lo so solo io.

C’è un pensiero che mi assilla: ma io, nella mia vita, cosa ho fatto?
Niente, è la risposta.
Sono stata una secchiona fino ai 15 anni.
Mi sono diplomata senza infamia e senza lode (un tondeggiante 80).
Mi sono iscritta all’università.
Dopo il primo anno ho cambiato facoltà.
E non ho ancora finito la triennale.
Sono solo 5 anni che sono iscritta, cosa vuoi che sia, in fin dei conti.
Ho cominciato a lavorare 4 anni fa, a tempo pieno.
E queste ultime due paroline mi sono sempre servite come scusa per la mia lentezza di studentessa. 
E’ che perdo la voglia.
Mi stanco.
Perdo l’interesse.
In tutto ciò ho fatto qualcosa di veramente fico?
Qualcosa che mi piacesse davvero?
Non so, studiare canto, seguire un corso di fotografia, cambiare città, scrivere qualcosa di serio?
No.
Ed è triste. Anzichenò.

Ieri mattina mi sono svegliata con un messaggio bellissimo sul cellulare.
Da parte di una mia amica.
Recitava più o meno così:
"Giorno patatina, sei seduta? Sarei leggermente incinta. Sei felice zia?"
Cacchio non sono riuscita a fermare le lacrime.
Sono più che felice.

E dopo che sabato sera avevo detto di non aver mai stirato, ieri mi sono stirata due magliette!
Grande inizio direi.
E grande serata quella di sabato, tra confidenze che mi onorano, mani grandi grandi, pioggia e grandine, navigatori che impazziscono, orride rivelazioni, torcolati e tortini al cioccolato.
Questa compagnia non mi basta mai.