Un parco all’ombra dell’acquedotto.
Una piscina colorata porta bevande e cibo a dismisura sparso sui tronchi.
Colori,suoni,odori,sapori.
Tante persone..eranosconosciutemapoi..
Un abbraccio a spirale che non ha bisogno di commenti.
E che resterà scolpito nei nostri ricordi.
Nuvole nere nel cielo,pioggia.Troppa.Lampi.Troppi.
Ripararsi sotto l’acquedotto e sotto un ombrellone da mare.
Ascoltare,per la prima volta tutti insieme,la voce che ci ha uniti.
Tornare al tronco base perchè il cielo è tornato sereno.
Scoprire che due anziani hanno voluto assaggiare la nostra torta di mele.
La regola 14 era chiara.
Rimanere a parlare,cantare,ballare fino a tarda sera,nonostante il freddo.
Tornare a casa e rivedersi un’ora dopo al concerto.
Saltellare e divertirsi in mezzo alle mummie.
Uscire e rimanere a parlare per ore.
Farmi rubare il portasigarette sotto gli occhi e accorgermene ore dopo.
Chiacchierare con una persona che non pensavi si ricordasse di te.
Già dalla mattina.
Andare via.Un abbraccio e un saluto che non avresti mai voluto dare.
Spero ti sia arrivato tutto l’amore che proviamo per te.

 

Regole per un cervello difettoso – Carpacho!

Ad essere onesti non saprei che cosa dire
Non sei molto diverso, l’aspetto non può mentire
Forse hai perso la testa, ma se hai perso la testa
Non hai perso niente
Non lo senti un pezzo che manca, è questione di statura
Se ti perdi la testa, ti perdi la testa ma non cambia niente
Può bastare un giorno in vacanza per sentirsi di morire
Se ti perdi la testa, ti perdi la testa e non perdi niente
La prima regola è: se ti senti stronzo lo sei
Seconda regola: evita il mistico
Ci sarà un momento per rincorrere le religioni e lo supererai
La terza regola è: tu puoi dire quello che vuoi
La quarta regola: parla poco in pubblico
Ci sarà un momento per confonderti agli idioti e forse lo rimpiangerai
Ad essere onesti io saprei che cosa dire
Non hai mai avuto testa, e se avevi una testa non serviva a niente<!–

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Mi hai ricordato di stelle guardate sulla terrazza, di film galeotti, di numeri scritti su di un muro.
Mi hai ricordato di scene comiche con i tuoi amici, di sorprese e relative scene da film, di cassette con canzoni che non hanno smesso di significare qualcosa.
E ritrovarmi davanti i tuoi occhi, sentire di nuovo la tua risata, è stato un tuffo nel passato niente male.
Abbiamo concluso ciò che cinque anni fa era rimasto in sospeso.
Ma c’è una domanda alla quale nessuno dei due sa (o non vuole?) rispondere: perchè?
Adesso non mi sembra più tanto importante rispondere, adesso che mi sono resa conto di tante cose, adesso che non sto capendo più niente.
E non voglio capire, voglio non pensare, voglio non aspettarmi nulla.
C’è un oceano tra il dire e il fare.
Ma io ci sto riuscendo davvero.
Così le piccole cose diventano inaspettate, e più belle.

elenchi

Di nuovo lunedì.
In questa settimana ho imparato che:

– Si può essere felicissimi anche zuppi di pioggia e sommersi di neve finta.

– E’ brutto non sapere dove andarsi a tagliare i capelli.

– Non bisogna fidarsi di chi ti dice che ti porta ai concerti.

– La domenica sera non bisogna fare tardi. E soprattutto non si deve bere tanto.

– Le cazzate si fanno. Ma io sono una campionessa.

Questa settimana prevede:

– Un esame.

– Due concerti

– Piscina q.b.

– Sane dormite.