Ieri sera Arancia Meccanica in tv.
Trasmesso per la prima volta su un canale non a pagamento.
E dopo 36 anni mica è poco.
Film capolavoro.
Simbologie e metafore.
E il doppiatore di Alex è fantastico.
Anche il documentario prima del film meritava.
Condotto da Alex Infascelli, che mi piace tanto.

E non ho raccontato una coincidenza capitatami lunedì.
Chi mi conosce lo sa che queste cose mi sconvolgono.
Dunque.
Fino a due minuti prima di uscire da lavoro stavo leggendo il libro su Ian Curtis scritto dalla moglie.
(perchè qui si lavora una cifra)
Esco, prendo il motorino, parto.
Al primo semaforo davanti a me c’è una macchina un pò scassata, con uno strano tipo al volante.
Magrissimo, senza capelli,basette, baffi, giubbotto di pelle e camel sul sedile del passeggero.
Dal finestrino esce una musica che mi pare di conoscere.
Mi sposto a fianco della macchina.
I Joy Division.
Isolation.
Sono rimasta per un minuto allibita dalla casualità, riflettendo o no se dirgli qualcosa.
Dopo aver deciso per il no, ho cominciato a cantare.

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Pensieri sparsi del lunedì mattina.
(Anche perchè il post precedente non è di mio gradimento)

– Ricominciare la settimana lavorativa con 5 ore di sonno alle spalle non è bello.

– Mancano 69 giorni alla fine del lavoro..sono malata, lo so. Ma non lo sopporto più.

– Stasera vado in piscina..sono impaziente come una bambina davanti ai regali di Natale!

– Il cantante degli Otto Ohm è sposato con una figlia di due anni. Sono in lutto.

– Voglio trovare qualcuno (anzi,qualcunI) con cui dividere casa.

– Una scossa. Ci vuole una scossa. Che duri un pò più di una notte.

Ho aspettato una settimanella ma alla fine me tocca.
Ecco a voi le mie 8 cose strane.
(Che poi tempo fa avevo già fatto quella delle 5..e mò vabbè che sono strana ma non esageriamo!)

1. Sono fissata con i denti delle persone. Li guardo sempre,ed è la prima cosa che noto in un ragazzo.
2. Io non mi schifo di niente, ma la frutta un pò marcia mi fa davvero impressione. Ho il terrore che ci possa trovare i vermi..e quando la devo buttare la prendo con due dita,toccando meno possibile la superficie, facendo una faccia che parla da sola.
3. Io presto tutto..ma non ce la faccio a prestare i libri. E’ come se dessi un pezzetto del mio cuore,un braccio,un piede. E’ più forte di me.
4. Ho un’insana passione per i mancini. Sto minuti interi a fissarli, rischiando anche di sembrare maniaca..se me ne trovo  uno vicino in biblioteca rischio di non studiare più.
5. Mi fa schifo lo sport femminile, qualunque esso sia.
6. Ho una sola superstizione. Ad ogni esame, a partire dalla maturità(e quindi sono 5 anni),metto la stessa canottiera.
7. Ho un problema di non chiara origine alle mani e ogni tanto,non per forza col freddo freddo, mi diventano le unghie blu. (evitare commenti di tipo medico,ho già fatto controlli)
8. Dal primo anno di asilo all’ultimo delle elementari (quindi 8 anni) sono stata fidanzata con lo stesso bambino.

Ecco.
Non la passo a nessuno perchè sotto sotto sono buona.
(Ma sotto sotto sotto sono cattiva, non dimentichiamocelo).

kiss the rain

Piove.
Il rumore della pioggia mi accompagna in questa mattinata.
Ed un’immagine si è formata nella mia testa.
Un’immagine che non esiste, una mia fantasia.
Una casa sotto degli alberi.
Sulla riva di un lago.
E’ una casa piccola e bassa.
Una finestra grande, di quelle di legno un pò vecchie, con la vernice scrostata.
Con vista sul lago.
Un letto alto e grande proprio di fronte alla finestra.
Fuori piove, è tutto grigio e sfocato.
Le gocce di pioggia colpiscono i vetri che si appannano un pò per il calore che c’è all’interno.
Una coperta di lana.
Una tazza di tè fumante.
Fisso fuori dalla finestra.
Il confine tra l’acqua del lago e il cielo non è ben definito.
Mi giro.
Ed è qui che la mia fantasia si blocca.
Non riesco a vedere se c’è qualcuno accanto a me.

ommioddio

Avete presente una ragazza felice?
Di quelle che hanno il sorrisetto sulla faccia senza apparente motivo?
Di quelle che potreste dire qualunque cosa e lei continuerebbe a sorridere?
Ecco,quella sono io.
Vado a raccontare l’accaduto.
Mi accingo FINALMENTE ad andare a conoscere una persona.
Questa persona lavora alla Rai.
Raccolgo tutto il mio coraggio(scarso in queste occasioni)ed entro.
Io,nell’atrio della Rai.
Mi ero fatta piccola così.
Ci incontriamo, ricevo un regalo bellissimo e mi dice che c’è la conferenza stampa con gli attori di una fiction.
Entriamo nella Sala.
C’è Alessandro Preziosi che parla.
Sposto di pochissimo lo sguardo.
C’è lui.
Le mie gambe vacillano e regredisco fino ad avere 17 anni.
Ci avviciniamo, lo guardo, mi guarda.
Regredisco fino ai 16.
Mi stacco da lì e facciamo un giro.
Riscendiamo e lui è nel giardinetto che fa un’intervista.
Mi appiccico al vetro tipo uomo ragno.
Visto che fumo (benedetto tabagismo!!)usciamo nel giardinetto-fumatoio.
Lo guardo parlare e sorridere, regredisco ai 15.
Finisce l’intervista e per uscire passa a mezzo metro da me.
Mi guarda.
Ora ho 14 anni.
Se ne va, tornano i miei 24 anni ma il sorrisetto stampato resta lì.
Ed oggi nessuno me lo toglierà.

Lui è questo qui (cliccare assicurandosi di avere un fazzoletto a portata di mano per asciugare l’eventuale bava. Uomini esclusi.)

Una cedrata Tassoni regalatami da chi ha capito che le sorprese mi fanno felice.
Una cedrata Tassoni ed il mondo diventa "giallo cedrata".
L’inutilità della notte bianca.
5 ore per fare due cose e troppi chilometri a piedi.
E la peggio gente in giro..cos’è?Avete aperto le gabbie?
Per una volta sono riconoscente alle discoteche che solitamente raccolgono tutte queste persone togliendole dalla mia vista.
Sono intollerante,lo so.
E ieri sera ho visto la cosa più bella prodotta dalla notte bianca 2007.
Il Circo Massimo.
Mi sono fermata lì da sola, a bocca aperta come una bambina.
Con le mani poggiate sulla rete ad osservare quella meraviglia.
Stasera andrò lì e ci resterò finchè non avrò gli occhi stanchi a forza di guardare tutti quei colori.
Mi sono innamorata.

L’aria estiva si stava raffreddando e la serata, in quel quartiere affollato e rumoroso, non era calda come la precedente.
Tante persone in giro, tanti visi da guardare, tanti sguardi da studiare.
Una birra in mano e chiacchiere allegre con i compagni di bevute.
Continuo a guardarmi intorno, forse un presentimento.
Eccolo qui, a pochi passi da me, come due sere prima.
Stavolta non mi vede e forse è meglio così, io lo seguo con lo sguardo finchè non lo perdo tra testemagliettemanicappellicolliboccheocchi.
Resto lì ferma e non so cosa pensare, due serate e due incontri dopo mesi di non vedersi.
Una mano mi afferra e mi trascina nell’altra piazza con gli altri.
Seduti in terra a bere vino.
Distrazioni necessarie.

Devo ricominciare a studiare.
L’estate ha rovinato tutto.