Ho indossato i soliti jeans, una canottiera colorata, le mie converse e sono uscita.
Senza meta, ho camminato per i vicoli stretti non desiderando altro che perdermi.
Odori, colori, suoni, sorrisi: la mia mente registra tutto, dentro "l’archivio delle meraviglie".
Un negozio di fiori coloratissimo e la proprietaria che prepara delle composizioni.
Un gatto si struscia sulle sue gambe, lei si volta e mi guarda.
Studia attenta i miei occhi, come a volermi leggere dentro e mi regala un tulipano giallo.
Io la ringrazio col più grande dei sorrisi e infilo il fiore in borsa, in modo che si veda.
Riprendo a camminare e osservo tutto come se lo vedessi per la prima volta, occhi grandi e spalancati sul mondo.
Mi siedo su una panchina ed alzo gli occhi al cielo, vorrei essere Amélie e fotografare le nuvole: quella ha palesemente la forma di un cappello. Un cappello di panna montata.
Mentre osservo dei bambini che giocano mi fermo a pensare: inutile avere la convinzione di non potersi mai più innamorare se non si ha il coraggio di provare.
Io questo coraggio ce l’ho e so che succederà.
Non so se ne ho bisogno, a volte non desidero altro che essere importante per qualcuno, altre volte sento che sto bene, che mi basto.
E forse è proprio così che deve essere. L’equilibrio.
Un rumore richiama la mia attenzione, non capisco bene cosa sia, mi alzo e comincio a camminare dietro al suono, alla ricerca della sua origine.
Arrivo in una piazza piccolissima, al primo piano di un palazzo col portone grande e di legno, la finestra è aperta.
E qualcuno sta suonando la chitarra.
Mi fermo ad ascoltare: note che le mie orecchie hanno già sentito e note sconosciute.
Ad un tratto la musica finisce e ricomincio a sentire i suoni del mondo.
Riprendo a camminare e penso che alla fine va bene così: conoscere nuove persone, buttarsi in situazioni nuove, vivere la gioia di queste piccole cose.
Il resto arriverà.
Suona il telefono, un messaggio.
"La bellezza inconsapevole è una cosa bellissima. Dovresti sentirti carina un pò più spesso, senza farlo troppo vedere ma sapendolo."
Con questo nuovo pensiero in testa continuo a camminare senza guardare troppo la strada e mi ritrovo nella stessa piazza.
La musica è ricominciata, la finestra sempre aperta.
Fisso il soffitto della stanza, fisso il portone.
Suono?

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Weekend umbro, per risollevarci un pò.

Un viaggio in macchina fatto di chiacchiere, risate e situazioni improponibili.
La vista del posto del mio cuore.
Girare per la città dove vorrei vivere.
L’incontro con due persone speciali.
Un prato acccanto al Duomo su cui sdraiarci.
Un aperitivo finito per buona parte sul pavimento del locale.
Una cena a base di wurstel e cipolle con sottofondo mozartiano.
Un giro per il centro ed un cocktail col nome di un cartone.
La sveglia che suona quasi all’alba.
Solita pasticceria, astenersi persone a dieta o stomaci deboli.
Un pomeriggio a riposo.
Un bosco che ospita un festival di musica reggae e ska.
Montaggio delle tende tra mille risate.
Canzoni storpiate, cazzate, bevute e bestemmie.
Il crollo del tavolo da pic nic.
Si comincia a bere.
Una visione al bar.
Una barzelletta su un certo Fritz ripetuta senza sosta.
Facciamo finta di ballare.
Una Visione al banchetto delle crepes.
Sdraiata a fumare per smaltire un pò.
Un giro a piedi per cercare la Visione e sdraiarsi a guardare le stelle.
Ne sono cadute tre ma ormai neanche esprimo.
Dormire in tenda con la musica a palla e le urla degli altri campeggiatori.
La lampo della tenda che si apre.
Io e lei ci svegliamo terrorizzate.
…………………………………………………..
Risveglio e latte al cioccolato rubato.
Qualcuno che cerca "le chiavi dell’acqua".
La dormita ascoltando solo le cicale.
Di nuovo ad Orvieto per un saluto e le ultime risate.
E si torna a Roma.
Tre giorni bellissimi.
Sono durati un attimo.
E lei sopra ogni cosa.
Serve un cambiamento.

Ferragosto strano.
Anzi.
Ultimi tre giorni strani.
A base di chiacchiere,ricordi,confessioni,racconti "particolari",rimuginii.
A base di Isola Tiberina,Gianicolo,mare e spiaggetta.
Finalmente ho capito quello che penso.
E non mi fa stare bene.
Avrei tante cose da dire e da chiedere ma non lo faccio.
Ho paura di farlo.
Paura delle risposte.
Ma non sono l’unica ad avere paura.
Di questo sono certa.
E abbiamo ascoltato una canzone.
Sarà che ci si fa condizionare.
Sarà che in quelle parole si vuole trovare quello che serve.
Quello che si vuole sentire.
Però c’è.

Con te ogni cosa mi sembra nuova ogni argomento ogni ripetizione
come l’alunna ascolta innamorata il suo giovane professore
lo porterà tra i libri stropicciati pieni di formule e di colori
porterà il suono di quelle lezioni che le hanno infiammato il cuore
Ed è così che ogni particolare diventa pretesto per pensarti
diventa dolce ricordare indispensabile vederti
ridere di quello che ci succede mischiare all’assoluto di quest’attimo
tutte le mie parole tutte le tue paure
Non ha più senso ignorarsi fare finta che
non esistessi tu altrettanto impossibile
non ha più senso non vedermi se adesso sono qui
se tu non parli beh lo faccio io
Non perdiamoci di vista
l’intenso sole apre le porte del tuo cuore e poi sparisce in fretta
e ci lascia così a contemplare
Non perdiamoci di vista
l’intenso sole apre le porte del tuo cuore, colora queste strade
e mi fa sentire più vicino a te… più vicino a te
Con te ogni cosa mi sembra diversa ogni colore e le sue sfumature
che rendono così importante ogni secondo del nostro modo di conversare
e l’aria avrà un altro sapore saprà di te e la sua consistenza
sarà leggera come l’amore amara come la circostanza
Se a volte in una storia cerchi quello che non hai
anche se dura poco ti accontenti
ti sbagli perché puoi ottenere tutto ciò che vuoi
chi ti conosce sa che sei speciale
Non perdiamoci di vista
l’intenso sole apre le porte del tuo cuore e poi sparisce in fretta
e ci lascia così a contemplare
non perdiamoci di vista
l’intenso sole apre le porte del tuo cuore, colora queste strade
e mi fa sentire più vicino a te… più vicino a te…
Dimmi che non cambierai mai
dai dimmi che hai bisogno come ho bisogno di te
dai dimmi che non cambierai mai
dimmi  che hai bisogno tu di come io ho bisogno di te.

Tipologie di vacanza.

VACANZA 1

– La nave parte in orario.

– La borsa con tutto dentro resta sempre sulla spalla.

– Non litigare mai con gli altri del gruppo.

– Vedere sempre tutti sorridenti.

– Il ritorno è privo di problemi.

VACANZA 2

– La nave ritarda 4 ore.

– La borsa con tutto dentro (soldi, carta di credito, documenti, i-pod, digitale, moleskine, occhiali da sole, occhiali da vista, libro, spazzolino, costume, sigarette, 2 accendini) se la prende un tipo non meglio identificato.

– Litigare ogni giorno con gli altri del gruppo.

– Vedere sempre musi lunghi.

– Il viaggio di ritorno dura 27 ore ed è in macchina perchè la nave ha pensato bene di rompersi.

 

Io sono appena tornata dalla vacanza numero 2.

PERO’:

– Ho fatto il bagno in piscina di notte spuntando il primo desiderio della lista.

– Abbiamo fatto il bagno in 5 in una jacuzzi calda con idromassaggio in una stanza dal tetto trasparente.

– Ho fatto l’autostop.

– Ho dormito in una casa del 1571.

– Ho trovato le converse verde smeraldo basse che cercavo da una vita.

– Ho visto l’alba mentre guidavo per le strade francesi.

Ma nessuno dica che tutto ciò sia stato una consolazione.