Ho sonno.
Da quando ho ricominciato a lavorare non sono ancora riuscita a prendere il ritmo..e ho sempre sonno.
Chiacchiero troppo.
Sì, decisamente.
Alcune battute potrei tenerle per me, chè spesso vengono fraintese.
Vorrei andare al cinema a vedere un sacco di film.
Vorrei andare a Bologna a sentire gli After ma il mio solito accompagnatore non può.
Vorrei non ficcarmi sempre in situazioni incasinate da cui non so uscire.
E lunedì si prospetta una bella giornata.
Non vedo l’ora.
E domani sera notte bianca all’università.
Che post inutile.

Alibi – Giuliano Dottori

Parlo ancora di te
E’ una dolce resa
E non trovo pace
Così ti ritrovo qui
Forse il meglio di me
Non l’hai visto mai
E scopro che i miei alibi sono inutili

Scappo solo per poi ritornare
Schivo i colpi dei ricordi per non farmi male
Ma nel provare a dimenticare
Faccio finta che qualcosa ti è rimasto
Di me..

Ricordo le mie bugie
E le tue verità che confondo con le mie
E parlo ancora di te
Io che odio perdere

Scappo solo per poi ritornare
Schivo i colpi dei ricordi per non farmi male
Ma nel provare a dimenticare
Faccio finta che qualcosa ti è rimasto
Di me..

E’ ovvio che è dedicata a te,chissà se lo capirai..
Devo ringraziare una persona per avermela fatta conoscere..

 

Eggià. I giorni di studio, lezioni e risate all’università sono finiti. Niente più lunghissime pause-sigaretta né ancora più lunghe pause pranzo o chiacchiere finchè il custode, tipo san Pietro, arrivava col mazzone di chiavi a chiudere le aule.
Ma stavolta non mi fregate, i contatti non li perdo, dopo il lavoro vado comunque lì, ché non faccio due volte lo stesso errore.

Lo so che è presto ma la mia mente comincia già a viaggiare.
Dunque ho deciso le mete per l’estate (una a scelta) :
-Scozia
-Bretagna in macchina
-Irlanda
-Corsica
E cazzo quest’anno ce la devo fare.

Una sala piccolissima con le pareti invase da proiezioni psichedeliche.
Musica elettronica che trapana il cervello.
Due amiche speciali.
Non c’era modo migliore per dimenticare tutto quello che è successo in questa settimana, svuotare la mente da ogni pensiero e lasciarsi invadere dalla musica.
Dimenticare chi mette le mani avanti perchè se la fa sotto, chi si ammala impedendomi di andare ad un concerto a Bologna, cercare di dimenticare che forse dovrò ricominciare a lavorare..
Ballare e non pensare…e ballare…ballare…ballare…

Poter avere il sangue freddo di dire
qualcosa che abbia un suo valore speciale
per una frase di congedo finale
da tutto quanto è lì per finire.

Non all’onore e a dignità d’intenti
non al terrore di terrori indecenti
non all’orgoglio da esibire con pena
alludo quando penso all’uscita di scena.

Quel che piacerebbe a me
è una specie di neutralità
a passione zero.
Quel che piacerebbe a me
è un’indifferenza orribile…
più o meno.

Né ad un sospiro che traduca il rimpianto
o alla miseria di un qualsiasi pianto
e neppure ad un coraggio che
sia della vanità il paggio.

E non vorrei nemmeno le religioni
a dar via libera alle apprensioni
per formulare lo scongiuro
di una preghiera che s’intoni col futuro.

Quel che piacerebbe a me
è una specie di neutralità
a passione zero.
Quel che piacerebbe a me
è un’indifferenza orribile…
più o meno.
Quel che piacerebbe a me
è la cosa più improbabile:
so che è vero.
Con un sorriso di mestizia sopita
io vorrei dirLe "Questa è la mia vita"
e con un gesto bello e naturale
abbandonare il corpo
e stare ad aspettare.

Quel che piacerebbe a me…

Di nuovo momento groupie.
Ma stavolta per alcuni versi è stato più bello.
Gli auguri dal palco.
Dormire in nove in una stanza.
Le foto da turisti sotto la torre di Pisa.
Il viaggio interminabile di ritorno.
E ora ho addosso un segno tangibile: un ficozzo sulla fronte risultato di una testata data sul furgone.

E poi il ritorno.
Gli esperimenti scientifici e l’eclissi lunare.
E poi una mail che non avrei mai voluto ricevere.
Perchè mi devo far spezzare il cuore?
E perchè non ho la forza di reagire con un "occhio per occhio"?
Bel regalo di compleanno.