Riletture

Mi sono ritrovata a leggere i post del 2006 e 2007 e mi è venuta tanta nostalgia.
Tante persone passavano di qui e le ho perse tutte, splinder ha chiuso e le nostre strade si sono definitivamente divise.
Poi ho trovato questo post e la cosa brutta è che non ricordo più chi mi ha scritto quelle cose.
Insomma, tanta gente persa per strada, e mi dispiace.
Nel contempo tantissimi bei ricordi.

I torni contano?

La fine dell’anno si avvicina ed è tempo di tirare le somme.
Ho capito che il mio parlare poco continua a generare situazioni spiacevoli che poi, per pigrizia, non ho voglia di risolvere.
Ho capito che accanto ho una persona davvero speciale, che non è mai invidiosa, scontenta, che si acontenta di quello che ha ed è contenta quando gli altri sono felici.
E io ancora non sono riuscita e prendere esempio.
Ho capito che per guarire dall’ansia invece di “non fare” dovrei FARE, che magari mi distraggo e non ci penso più.
Coraggio dove sei.
Ho capito che a volte è vero che se si chiude una porta si apre una porticina (mò non ci allarghiamo).
Ho finalmente capito perchè tanti anni fa è finita un’amicizia, avevo rimosso tutto l’accaduto.
E nonostante questo lei è ancora la prima persona a cui vorrei raccontare tutto quello che mi succede.
Devo avere qualcosa che non va.
Ho capito che è inutile stare a sognare: me piace magnà e odio lo sport. Quindi non mi vedrete mai come Gisele, ok?
Autostima dove sei.
Ho capito che non riesco più a leggere quanto vorrei, sono brava solo se prendo un libro in biblioteca, è la scadenza che mi aiuta.
Ho capito che non mi serve un’agenda, tanto non c’ho mai un cazzo da fa, con sti nuovi orari in ufficio, poi.
Ammazza quante cose ho capito, non sarò troppo intelligente?

Ci sono molti modi

Credevo di essere forte, lo credevo davvero.
E invece un anno fa mi sono sbriciolata e ancora non posso dire di essermi totalmente ripresa.
Ma ce la sto facendo e ce la farò.
E come al solito è quando sei in difficoltà che puoi giudicare la verità dei sentimenti di chi ti sta vicino.
E se fosse servita un’ulteriore conferma ho capito che è difficile che le persone si interessino veramente.
Che uno mica chiede tanto..un abbraccio, un pò di vicinanza, di comprensione.
E comunque.
Come sempre la vita è la famiglia e questo non potrà cambiare.

Allegria portami via

Tutti hanno una playlist foriera di ricordi che si ascolta quando si è giù e si vuole arrivare nel baratro.
La mia si chiama “Straziamoci”.

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Ed è così composta:

1. Damien Rice – Amie
2. David Gray – This year’s love
3. Lamb – Angel
4. Marta sui tubi – L’abbandono 
5. Otto Ohm – Non perdiamoci di vista
6. Otto Ohm – Strade inquiete
7. Otto Ohm – Domani
8. Cat Power – The greatest
9. Radiodervish – L’esigenza
10. The notwist – Consequence
11. Otto Ohm – Oro nero
12. Royksopp – What else is there?
13. Perturbazione – Agosto
14. Otto Ohm – Fumo denso

La 1 e la 8 mi ricordano una persona che è ancora presente nella mia vita, seppure poco, ed è stata importante per me nel mio anno d’oro.

La 2, 4, 5, 6 e 7 sono legate ad una persona che c’è stata per poco ma ha sconvolto la mia vita e mi ha fatto sognare che potesse essere qualcosa di più.

La 3 non è legata a qualcosa di particolare ma mi fa sempre rimuginare.

La 9 è l’unica canzone che mi abbia mai fatto piangere ad un concerto.

La 10 risale ai tempi del liceo, storie troppo lontane per volerle rivangare.

La 11 e la 14 erano le canzoni di noi migliori amiche, che ora non siamo più.

La 12 è la colonna sonora di un video visto e rivisto, quando mi piaceva mettermi nei casini.

La 13 fu il primo regalo del mio primo amore. E non aggiungo altro.

Brividi

Sono in una classe che non è la mia, in una scuola che non è la mia.
Una scuola di quelle “problematiche”.
Ci sei tu, non ti conosco ma lo vedo che ti piaccio, lo capisco dai tuoi occhi, i tuoi occhi.
Ti avvicini per dirmi qualcosa all’orecchio e nel farlo mi sfiori l’angolo delle labbra con le labbra.
Brividi.
L’insegnante mi fa una domanda a cui rispondo, ti fa una domanda a cui non rispondi.
Vedo lo smarrimento nei tuoi occhi, i tuoi occhi.
Decidiamo di uscire e andare a chiacchierare sulle scale ma non passa neanche un minuto che il tuo migliore amico esce minacciando l’insegnante.
Scatti in piedi e vai a vedere cosa succede.
È in quel momento che avrei dovuto fermarti,  farti stare con me.
Invece ti lascio andare e dopo poco esci camminando piano, i tuoi occhi (i tuoi occhi) sono bianchi e lo capisco subito che sei morto.
Mi chiudo gli occhi con le mani, mi giro e comincio a correre, lontano.
Non capisco cosa succede, cosa è successo.
Non capisco e piango ed è così che mi sveglio: triste e con gli occhi pieni di lacrime.

Creativi di tutto il mondo levatevi

Dove abitiamo noi sono tutte casette piccine picciò, indipendenti, vicine vicine.
Un piccolo villaggio di Babbo Natale, insomma.
Due di queste undici case sono bed and breakfast.
In questi cinque anni abbiamo visto le persone più bizzarre venirci a stare.
Di solito è gente che non sta mai in casa e va in giro per Roma.
A volte però le cose vanno diversamente.
Gli ultimi ospiti sono una coppia di ragazzi americani.
Sono stati tutto il tempo a casa, tranne per le varie cene.
A qualunque ora del giorno io arrivi li trovo in giardino a chiacchierare o a casa a fare “altro” (l’ho detto che le case sono vicine vicine???).
Ma non vi interessa Roma?
Ed è a questo punto che la curiosità mia e di Uomoelle è schizzata alle stelle.
Perché questi due stanno sempre a casa?
Devo dire che sono fiera di me perché ho trovato la Risposta Fantasiosa con R e F maiuscole.
Sono venuti a Roma per concepire un bambino al quale poter dire un giorno: “sei stato concepito a Roma”.
Sono o non sono un genio dall’infinita creatività??

Incongruenze

Sul davanti del mio shampoo c’è scritto “Testato sotto controllo pediatrico – non brucia gli occhi”.
Sul retro del mio shampoo c’è scritto “In caso di contatto con gli occhi risciacquare immediatamente”.
Qualcosa non torna.